mercoledì 23 luglio 2014

Nobiltà!

Il quarto giorno ci spostiamo a Parigi dove scopro altre foto di Norilsk, la sperduta città mineraria siberiana che è anche il luogo abitato più a nord della terra.
Due donne hanno documentato la vita in questa città, Elena Chernyshova e Francoise Huguier. Questo mi incuriosisce ma è tardi e andiamo a cena dal sempre memorabile Chez Marianne.

Questa volta:
    falafel
    feta
    kefta
    zaziki
    caviar aubergine aux sesame
    aubergine (fritte)
    taboulè
    hoummus
+la pita e una Guinness fresca!

Personaggi bizzarri incontrati:
    alla stazione di Arles una pazza, che io erroneamente interpreto come una barbona, mi domanda se ci sono (nel distributore) bibite da un euro. Me la ritrovo sul pullman insieme ad un buffo famiglio vestito di verde e con dei ridicoli calzoncini corti che la fotografa con il suo smartphone ripetutamente ed ovviamente trasporta a fatica i numerosissimi bagagli della "contessa". Naturalmente acompagnata da un botolo bicolore.
Anche loro sono diretti a Parigi, peccato averli persi di vista...

martedì 22 luglio 2014

Il Ritratto

 Oggi abbiamo visitato tre gallerie di ritratti, tre (grandi) fotografi che hanno, e ancora lo fanno, dedicato il loro tempo a fermare il volto.
Volti di morti o di gente che presto lo sarà.
E' questo il potere della fotografia, mi chiedo, mentre attraverso le sale di un'abbazia del 300'?
Là dove ora sono appesi gli occhi spenti che mi osservano un tempo camminavano dei monaci.

Ma tralasciamo i miei pensieri, che già volgono verso altre mete e rimaniamo all'essenziale e parliamo della "panza".
Per voi lettori un umile consiglio...andate a cenare (o pranzare anche) al Fad'olì e prendetevi un panino o un insalata, di quelle con il tomino di capra sopra. Vino della casa (ma biologico per quel che vuol dire) e prezzi accettabili.

Poi magari ve ne andate a smaltire i fumi dell'alcool passeggiando lungo il fiume con il vento forte che ripulisce i pensieri.

Ma attenti a non distrarvi troppo...

lunedì 21 luglio 2014

...giorno due...

2° giorno: Una scorpacciata di fotografie, forse meno ricca dell'anno scorso ma ugualmente interessante.

Viene per giunta esaurito un mio desiderio e tra le varie esposizioni ve ne è una dedicta ad August Sander con praticamente tutte fotografie per me inedite.
E di nuovo provo quella bizzarra sensazione di ilarità di fronte ad alcuni suoi scatto che sento come profondamente inappropriata vista la sua storia personale, quella del suo libro ed in ultima analisi anche, ma dovrebbe essere la prima, quella dei suoi sogeetti.
Pure sfido chiunque ad osservare la foto dal titolo "Rivoluzionari" ed a trattenersi dal ridere di gusto.
Giovanili passioni e speranze infrante, forse anche una buona parte di storia del 900' sono condensate in quei volti eppure a me vien sempre un gran sorriso.

Comunque, facezie a parte, qui ad Arles se ne vedono delle belle compresa la storia fotografica di un geranio olandese, artistici copertoni nel bel mezzo del sahara e un prato radioattivo nei pressi del mare d'Aral.

Una robusta colazione ci è sicuramente d'aiuto ma verso le tre del pomeriggio la fatica inizia a farsi sentire e proseguiamo grazie alla nostra determinazione, da un edificio ad un altro fino al pomeriggio inoltrato. Alle 19.00 invero cessa ogni attività ma ormai siamo al sicuro nella camera dell'Overlook.

Appese al muro delle scale vecchie stampe di pellicole degli anni '30 completano l'arredamento e riportano in vita i fantasmi di un tempo che fu...

domenica 20 luglio 2014

Overlook Hotel

Primo giorno. Siamo arrivati ad Arles in serata e mi è subito evidente che alloggiamo all'"Overlook Hotel".
Stanotte si apriranno le porte dell'armadio vintage che alligna di fronte al letto e si paleseranno due gemelline vestite come "Alice nel paese delle meraviglie".

L'albergo è un curioso miscuglio di fatiscenza e ristrutturazione, come se non volesse arrendersi al passare del tempo e delle epoche.
La statua in bronzo di un arciere adorna l'ingresso e vecchi mobili, direi materiale da mercatino dell'usato, riempiono i corridoi.
Un tavolino tondo con uno specchio al centro, una sedia imbottita con un bracciolo rotto, un armadio di risulta chiuso con un pezzo di nastro adesivo.

Eppure l'insieme, non è malsano, anzi direi gradevole, si ha come l'impressione di trovarsi in un angolo d'800'.
Ora vado...ho sonno...salrò le scale scricchiolanti fino al piano superiore e aprirò la porta dl corridoio...

mercoledì 16 luglio 2014

...il grande repulisti...

Basta un click.

Era venuto il momento, bisognava eliminare chi non posta più da tempi infiniti.
Quante volte ho rischiato di finirci anch'io in quella lista.

Però lo faccio.

Una mattinata piena di sole ma uggiosa.

Ascolto questo.



...forse non aiuta...

In fondo all'elenco c'era la SweetHome. C'era.

Non è scomparsa, ora è la SickHome.

...però mi si ferma il dito per un attimo...

Come si fa ad eliminarla? Come si fa a far scomparire nell'etere digitale anni di post, anzi anni di parole condivise?¹

Anni fa mi era venuta la bizzarra idea di stampare tutti i post che avevo scritto e conservarli, per fortuna ho desistito.

"...e bisogna guardare avanti, e indietro non si torna, e si chiude una porta e si apre un portone..."

Rivendico il diritto alla nostalogia.

Mi scappa un sorriso...rivendico il diritto al disagio.

Click, fatto.


¹ Non si può.

domenica 6 luglio 2014

..."per le mani"...

...allora perchè scattare in analogico? Con un'obsoleta pellicola?
Ma io personalmente o come riflessione critica?

Partiamo da me medesimo, il soggetto che credo di conoscere meglio.
Innanzitutto, come sempre, le mie azioni sono spesso guidate da un intento ludico, insomma mi piace.
Più prosaicamente inoltre quando comprai la mia prima (la seconda a dire il vero) reflex, ormai già in piena era digitale, avevo a disposizione non molti denari e per un prezzo più che dignitoso rimediai una Nikon f801s con un 35-70 (pure lui Nikon). Direi accettabile.

Io non ho preclusioni nei confronti del digitale, lo considero sicuramente una miglioria, più pratico ed efficiente. Oggi viviamo in un mondo compiutamente elettronico, quantomeno registro questa situazione, e la fotografia digitale è sicuramente la più appropriata a veicolare e scambiare informazioni.
Non mi appassiona nemmeno il dibattito, molto di moda in questi tempi di "vintage", riguardo all'artisticità degli scatti analogici dovuta agli effetti imprevedibili della pellicola, spesso scaduta, e di vecchi obbietivi magari un poco scassati.
Certo sono sicuro che ci siano delle differenze, anche marcate, nella stmpa, nei toni, nei chiaroscuri, che un algoritmo, per quanto sofisticato, non può riprodurre ma mi sembra ben poca cosa rispetto al "progetto" che è poi, analogica o digitale, il fine ultimo della fotografia.
Vabbè "fine ultimo", forse ho un pò esagerato, insomma magari uno fa pure le foto in vacanza e poi e le riguarda a casa. Comunque anche lì c'è un progetto.

La fotografia analogica mi convince e mi affascina perchè, è lapalissiano, c'è la pellicola.
Un "oggetto" vero, non un insieme di 0 e 1 ficcati da chissà quale parte. Non scompare se si brucia l'hard disk del mio computer, magari finisce in un cassetto o in un baule. Va all'asta o resta sepolta in un magazzino al polo nord ma è lì in attesa.
Forse un giorno ci sarà una simile para-archeologia digitale e scopriremo misteriosi insiemi di dati, persi in qualche anfratto della rete.

Oggi no. Oggi, se vuoi avere qualcosa "per le mani", devi ancora maneggiare una pellicola...
Ovviamente la foto sopra l'ho scattata con il mio obsoleto cellulare...

domenica 22 giugno 2014

Maledetta crisi non mi avrai!

Prossimamente parlerò di un tema alto, l'Architettura. Pensieri profondi, linguaggio alto e parole arcane.
Nel mentre: cazzate!

Avete notato come ci sia una notevole differenza tra i vari punti vendita dei discount? Anche se fanno parte della stessa catena e pure se si trovano vicini.

Ad esempio nei pressi della mia abitazione ci sono due Todis.
Uno è elegante e frequentato dal bel mondo, signore impellicciate con annesso bangladeshi-factotum, coppie sorridenti e bambini allegri.
L'altro ha una clientela famiglia Addams, gente brutta e rognosa che non disdegna di imbruttirti quando passi.

Forse ho romanzato un poco, non molto solo un pochino però su di una cosa non mi sbaglio, c'è una differenza abissale nella qualità delle birre proposte.

Ora le marche di birra da discount non sono un granchè, bottiglie di plastica a 0,42 cents per soddisfare la più esigente clientela di ubriaconi incalliti eppure a volte e solo in alcuni punti vendita si trovano delle sorprese da fine intenditore.

Birre belghe o di abbazie francesi sconosciute, sentori di fragola e sottocoda di quaglia, insomma un gran bel bere e per giunta a prezzi assai convenienti!

Ergo anche in questi tempi di crisi, con un minimo di attenzione, si possono ottenere prodotti raffinati ed eleganti; non fermatevi singhiozzando di fronte alle porte di un alimentari di lusso, tristi e sconsolati per la presenza nel vostro portafogli di appena 1,62€ e proseguite tronfi verso il più vicino discount, esploratene con piglio darwiniano gli scaffali e tornate a casa ancora una volta gonfi di cibo economico e saporito!